Buongiorno marinai, buongiorno! Avete presente quando siete al circolo e sentite parlare qualche vecchio lupo di mare?
Vi sarà capitato di non capire proprio tutto, magari qualche termine vi sfugge, ma non osate chiedere cosa significa…. Be’, nessun problema!
Questo vocabolario (assolutamente arbitrario e non esaustivo) raccoglie 50 termini di uso comune, da sapere assolutamente se vi avvicinate a questo strampalato mondo della vela…
A parte gli scherzi ricordiamoci che, per esempio, se il vento soffia a 25 nodi e dovete virare, non c’è tempo per le interpretazioni: “Molla la scotta!” significa una cosa precisa, e confondere una scotta con una drizza può causare non pochi problemi.
Buona lettura…
Le Parti della Barca
Iniziamo dalle fondamenta: la barca e le sue componenti principali.
Scafo – Il corpo della barca, la struttura che galleggia. È la “casa” che contiene tutto il resto, costruita in legno, vetroresina, acciaio o alluminio. Lo scafo determina le caratteristiche di navigazione dell’imbarcazione.
Chiglia – L’appendice che scende verticalmente sotto lo scafo, può avere un bulbo pesante all’estremità. Serve a due cose: non fare scuffiare la barca e contrastare lo scarroccio, cioè la deriva laterale causata dal vento.
Timone – La superficie mobile a poppa che governa la direzione della barca. Collegato alla barra o alla ruota del timoniere, devia il flusso dell’acqua facendo girare la barca.
Prua – La parte anteriore della barca, che taglia l’acqua per prima. Quando diciamo “vai a prua” intendiamo “vai davanti”.
Poppa – La parte posteriore della barca. “Vai a poppa” significa “vai dietro”.
Dritta – Il lato destro della barca guardando verso prua.
Sinistra – Il lato sinistro della barca guardando verso prua, alcuni marinai più tradizionalisti usano anche il termine “babordo”, ma sinistra va benissimo.
Murata – I fianchi dello scafo, le “pareti” laterali della barca, murata di dritta e murata di sinistra sono i due lati dello scafo.
Pozzetto – Lo spazio ribassato in coperta dove stanno il timoniere e l’equipaggio durante la navigazione, è il cuore operativo della barca: da qui si governa e si manovrano le vele.
Tuga – La sovrastruttura rialzata che sporge dalla coperta e ospita l’ingresso alla cabina, aumenta l’altezza interna degli spazi abitativi e fornisce luce attraverso gli oblò.
Draglie – Cavi d’acciaio o tessili che corrono intorno alla barca.
Pulpiti e candelieri – Strutture d’acciaio alle quali sono attaccate le draglie, i candelieri sono elementi verticali attraversati dalle draglie.
Battagliola – Insieme di draglie, pulpiti e candelieri.
L’Alberatura
L’albero e tutto ciò che lo sostiene: la struttura verticale che porta le vele.
Albero – Il palo verticale (o quasi) che sorregge le vele. Può essere in legno, alluminio o fibra di carbonio.
Boma – Il palo orizzontale fissato all’albero mediante uno snodo, tiene tesa la base della randa. Attenzione: il boma si muove durante le virate e le strambate, e una “bomata” in testa non è piacevole!
Tangone – Il palo che si fissa all’albero per tenere aperto il fiocco o lo spinnaker quando si naviga in andature “larghe” o portanti.
Sartie – I cavi d’acciaio che sostengono l’albero lateralmente. Partono dalla testa d’albero e scendono ai lati della barca, impedendo all’albero di piegarsi o crollare di lato.
Strallo – Il cavo d’acciaio che sostiene l’albero da prua. Lo strallo di prua va dalla testa d’albero fino alla prua, ed è su questo che normalmente si inferisce (si attacca) il fiocco.
Paterazzo – Il cavo d’acciaio o tessile che sostiene l’albero da poppa. Lavora in coppia con lo strallo per impedire all’albero di piegarsi avanti o indietro.
Crocette – Le aste orizzontali che sporgono ai lati dell’albero a varie altezze. Servono a dare un angolo migliore alle sartie, aumentando l’efficacia del sostegno laterale.
Bompresso – Asta che sporge dalla prua alla quale viene murato il gennaker o il Code 0.
Opera viva – Ciò che sta sotto la linea di galleggiamento.
Opera morta – Ciò che sta sopra la linea di galleggiamento.
Ombrinale – Foro che permette lo scolo dell’acqua dal pozzetto verso il mare.
Le Vele
Il motore della barca a vela: le superfici che catturano il vento e lo trasformano in movimento.
Randa – La vela principale, quella triangolare (o trapezoidale) issata dietro l’albero, la base è sottesa dal boma.
Fiocco – La vela triangolare issata a prua sullo strallo.
Genoa – Un fiocco grande che si sovrappone alla randa. Il nome viene da Genova, dove fu inventato.
Gennaker – Una vela asimmetrica leggera e di notevoli dimensioni usata con andature portanti (dal traverso in giù).
Spinnaker – Grande vela simmetrica leggera che assomiglia ad un pallone o paracadute, usata col vento dal traverso alla poppa, permette di poggiare più che con un gennaker, richiede il tangone per essere armata correttamente ed è la vela più spettacolare ma anche più impegnativa da manovrare.
Trinchetta – Una vela di prua simile al fiocco ma armata su uno strallo più interno rispetto all’estrema prua della barca.
Tormentina – Il fiocco più piccolo, usato con vento forte, quando il mare si fa cattivo e riduciamo le vele, la tormentina è l’ultima vela di prua che ci rimane.
Il Cordame
Le cime hanno tutte nomi specifici in base alla loro funzione, di corda ce n’è una sola ammesso che abbiate una campana a bordo!!
Cima – Questo è il termine generico per qualsiasi “corda” a bordo.
Scotta – La cima che regola l’angolazione della vela rispetto al vento. La scotta della randa controlla la randa, la scotta del fiocco controlla il fiocco. “Cazza la scotta” significa tirarla, “Lasca la scotta” significa lasciarla scorrere.
Drizza – La cima che serve a issare (alzare) le vele. La drizza della randa issa la randa, la drizza del fiocco issa il fiocco. Quando ammainiamo (abbassiamo) le vele, molliamo le drizze.
Amantiglio – Una cima che sostiene una qualsiasi asta orizzontale, l’amantiglio del boma per esempio gli impedisce di cadere in coperta quando la randa è ammainata.
Vang – Il sistema (spesso un paranco o un cilindro idraulico) che tira il boma verso il basso. Serve a controllare la forma della randa e a impedire al boma di sollevarsi troppo con andature portanti.
Cunningham – La cimetta che tira verso il basso l’angolo di mura della randa (l’angolo in basso vicino all’albero). Serve a regolare la posizione del grasso della vela: tirando il cunningham, spostiamo il grasso più avanti.
Cavo d’ormeggio – La cima robusta usata per legare la barca alla banchina o alla boa.
Borosa – Cima che serve per ridurre la superficie della randa.
Manovre e Andature
Le azioni che compiamo e le direzioni in cui navighiamo rispetto al vento.
Bolina – L’andatura con cui si naviga “controvento”, formando un angolo di circa 45° con la direzione del vento. “Andare di bolina” o “stringere” significa navigare il più vicino possibile al vento.
Traverso – L’andatura con il vento che arriva perpendicolare alla barca, a 90°. È l’andatura più veloce per molte barche.
Lasco – L’andatura con il vento che arriva da circa 120-150° rispetto alla prua. Le vele sono lascate (aperte) e la barca fila veloce senza sbandare troppo.
Poppa – L’andatura con il vento che arriva esattamente da dietro. Si naviga “col vento in poppa”, le vele sono completamente lascate.
Virare – Cambiare il lato dal quale la barca riceve il vento passando con la prua attraverso il vento, durante la virata, la randa e il fiocco passano da un lato all’altro della barca.
Abbattere o strambare – Cambiare il lato dal quale la barca riceve il vento passando con la poppa attraverso il vento. La manovra si chiama strambare (o strambata) quando avviene senza controllo si parla di strambata involontaria.
Orzare – Avvicinare la prua al vento, passando da un’andatura larga a una più stretta, ad esempio, da lasco a bolina.
Poggiare – Il contrario di orzare, passare da un’andatura stretta ad una più larga, per esempio dalla bolina al traverso.
Issare – Alzare le vele tirandole su con le drizze.
Ammainare – Abbassare le vele filando le drizze.
Cazzare – Tirare una scotta o una cima per tenderla. “Cazza la scotta del fiocco” significa tirarla per chiudere la vela.
Lascare – Lasciare una scotta o una cima per allentarla. “Molla la scotta della randa” significa lasciarla andare per aprire la vela.
Altri Termini Essenziali
Una serie di termini che completa il vostro vocabolario di base e che sentirete continuamente a bordo.
Mezzomarinaio o Gaffa – Asta dotata di un uncino all’estremità, serve per molteplici usi… fondamentale in ormeggio per prendere le cime.
Dare volta – Legare una cima in maniera solida e sicura.
Galloccia e Bitta – Attrezzature di bordo alle quali danno volta le cime di ormeggio: la galloccia è il classico punto d’ormeggio a due corni; la bitta è più massiccia ed è pensata per carichi maggiori.
Sbandare – Inclinarsi lateralmente per effetto del vento sulle vele.
Scarroccio – La deriva laterale della barca causata dal vento, anche se puntiamo verso un punto, il vento ci spinge di lato e “scarrocciamo”, la chiglia serve proprio a limitare lo scarroccio.
Abbrivio – La velocità residua della barca quando non stiamo più dando potenza alle vele o al motore, una barca con abbrivio continua ad avanzare per inerzia.
Calùmo – Termine che indica la cima e/o la catena dell’ancora.
Ridosso – Zona riparata dal vento o dal moto ondoso.
Sopravvento – Rispetto a due oggetti, quello più vicino alla direzione del vento rispetto all’altro è quello sopravvento; una barca ha sempre un lato sopravvento, cioè quello che viene colpito per primo dal vento.
Sottovento – Il contrario di sopravvento, una barca ha sempre un lato sottovento, e normalmente è quello dove stanno le vele.
Bozzello – L’equivalente nautico della carrucola.
Winch – Il verricello su cui si avvolge la scotta per ottenere un vantaggio meccanico. Con il winch possiamo cazzare scotte molto cariche usando la manovella.
Ecco fatto! Questi 50 termini sono la vostra chiave d’accesso al linguaggio della vela, non dovete impararli tutti a memoria in un giorno, ma teneteli a portata di mano: ogni volta che salite a bordo, qualcuno li userà, ogni volta che li sentirete, capirete un po’ meglio cosa sta succedendo.
Come diceva Joseph Conrad, grande scrittore e marinaio: “Il mare non perdona mai l’imperizia”, l’imperizia inizia dal non sapere come chiamare le cose.
Studiate questi termini, usateli, fateli vostri, quando inizierete a pensare “cazza la scotta” invece di “tira quella corda”, saprete di essere sulla strada giusta!
Buon vento e… buono studio!
PS: se avete contato più di 50 voci avete ragione era proprio impossibile scriverne di meno, ma lo abbiamo fatto per voi! 🙂
di Marco Esposito, presidente Round Robin A.S.D.
Fonti
Manuale di Vela della Federazione Italiana Vela (FIV), 2023
Giorgio Giorgi, Il linguaggio marinaresco, Mursia Editore, 2019
Glossario Nautico, Marina Militare Italiana



